Dozza è un piccolo borgo medievale, tranquillo e ben curato, dove è un vero piacere passeggiare e perdersi tra i vicoli colorati.
Inserito tra i Borghi più belli d’Italia ed anche tra i borghi Bandiera Arancione è una meta che merita sicuramente una visita. Siamo a 6 km da Imola, ed anche se si trova sotto la provincia di Bologna siamo ancora in Romagna, uno degli ultimi borghi a segnare il confine.
Sicuramente avrete quasi tutti sentito parlare di questo borgo, o almeno è un nome che non vi suona proprio nuovo, giusto?
Ma cosa ha di così speciale Dozza? Andiamo a scoprirlo insieme.
Sommario
Dozza e la Biennale del Muro Dipinto
Dozza è una vera chicca per gli amanti della street art ed è diventato un museo a cielo aperto grazie alla Biennale del Muro Dipinto, una manifestazione nata negli anni Sessanta che coinvolge tantissimi artisti contemporanei. Ad oggi le opere che colorano i muri e le case del paese sono quasi 200 e si rimane incantati davanti ad ognuna di esse.
La maggior parte dei murales si trova lungo i due vicoli principali, Via XX Settembre e Via Edmondo de Amicis, ma per non perdervene nemmeno uno vi consigliamo di scaricare l’applicazione Muro Dipinto In.Dozza, dove troverete tutti i nomi delle opere, la loro esatta posizione e tante altre curiosità sugli artisti che le hanno realizzate. Oltre a questo anche tante altre informazioni molto utili su dove mangiare, dormire ed il calendario degli eventi del borgo.

Dozza e i murales più belli
Ogni angolo ed ogni dipinto è un capolavoro ma alcuni rimangono sicuramente più impressi, come le due bellissime opere che ci accolgono nella piazza principale:
- Franz, a new citizen di Karin Andersen, il maestoso elfo inserito nell’architettura del palazzo comunale che sembra quasi voler uscire dalla struttura.
- Arcobaleno di Alfonso Frasnedi.



Tra i più famosi sicuramente troviamo anche:
- l’Angelo di Dozza di Giuliana Bonazza, che sembra custodire la porta sulla quale è appoggiato.
- il Drago di Paolo Barbieri (ditemi se non lo vorreste anche voi dipinto sulla parete di casa vostra). Peccato che l’intonaco del muro si stia staccando in alcuni punti, rovinando quest’opera divina.
- Koncept “Dozza” il francobollo, di Michael Strjecek. Qui l’artista Ceco ha voluto esprimere la sua ammirazione per il paese trasformando la parete in una cartolina ideale che vorrebbe inviare a tutte le persone che conosce.
- il Grifone, animale simbolo della città (appare anche sullo stemma cittadino) che si abbevera ad una fontana. Sembra che nel Medioevo qui ci fosse un acquedotto particolarmente funzionale, da qui l’origine del nome legato all’acqua Ducia ovvero doccia.
Questa è solo una piccolissima parte delle opere, il resto non vi resta che scoprirlo andando a visitare questo piccolo gioiellino.


Cosa fare a Dozza: la Rocca Sforzesca
Abbiamo visto che Dozza ha origini antiche, il suo castello fu infatti costruito intorno al 1250, anche se poi nel corso degli anni fu notevolmente ampliato e modificato, soprattutto verso la fine del Quattrocento da Caterina Sforza che fortificò la Rocca, trasformandola in un vero e proprio fortilizio militare. La forma arrotondata dei torrioni, il profondo fossato e l’ingresso laterale dotato di ponte levatoio risalgono proprio a questo periodo.
Mentre l’esterno ci riporta al periodo medievale, l’interno ci fa fare un salto avanti nel tempo e ci conduce al periodo rinascimentale con la signoria dei Campeggi, poi Malvezzi-Campeggi diventando dimora nobiliare e rimanendo abitata fino al 1960.
Oggi la Rocca è una casa-museo dove possiamo vedere, al piano terra, le cucine con attrezzi dell’epoca, le prigioni (dove si cerca di preservare le scritte dei carcerati sui muri) ed anche la sala delle torture, al primo piano le sale nobiliari ed al secondo piano le torri da cui ammirare il paesaggio circostante.


Ma vi ricordate che nel titolo ho parlato di draghi?
Ebbene uno è quello disegnato da Barbieri, ma la grande sorpresa la troverete proprio all’interno della Rocca. Qui, nel torrione maggiore dimora il drago Fyrstan, una maestosa installazione artistica creata nel 2016 durante la Biennale di illustrazione FantastikA, ed è proprio in queste rare occasione che apre gli occhi, mentre il resto del tempo lo troviamo che riposa.


Questo drago ci riporta al passato di Dozza, alle credenze popolari, quando le creature soprannaturali erano ritenute responsabili di accadimenti che non sembravano trovare una spiegazione razionale, da qui i draghi, i grifoni ed altre creature fantastiche.
E Fyrstan da guardiano della Rocca diventa anche il guardiano della nostra fantasia.
Ingresso alla Rocca: €7,50 (biglietto intero, aggiornato al 2024)
Una cosa molto divertente, soprattutto da fare con i bambini, è andare a caccia degli adesivi a forma di drago, tutti colorati, sparsi per il centro. Noi siamo riusciti a vederne quattro 🙂
Cosa fare a Dozza: Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna
Nei sotterranei della Rocca si trova l’Enoteca Regionale Emilia Romagna, dove si trovano oltre 1000 etichette delle cantine della regione ed è possibile fare assaggi di vino al calice o degustazioni guidate. L’associazione organizza anche diversi eventi per valorizzare i vini e i produttori dell’Emila Romagna.
Cosa fare a Dozza: il sentiero del vino e il sentiero degli artisti
Ovviamente non potevamo parlare anche dei percorsi panoramici che si possono fare in zona, che sono principalmente due.
Il Sentiero degli artisti, una semplice e breve passeggiata di 250 metri, che attraversa via Sant’Anastasia fino alla Piazza della Rocca, accompagnata dalle immagini di importanti artisti del Novecento, che hanno rappresentato il territorio nelle sue diverse sfaccettature (anche se purtroppo al momento della nostra visita il Sentiero degli artisti era chiuso).
Il Sentiero del vino, percorso di circa 6,5 km dove si attraversano vigneti e cantine, un modo per apprezzare il paesaggio circostante, anche se ammettiamo di non averlo percorso…un motivo per tornare a visitare la bellissima Dozza.

Il borgo è piccolo e si può visitare in pochissimo tempo, ma consigliamo di dedicarci almeno una mezza giornata. Ammirate con calma tutti i murales, fermatevi per pranzo in una delle osterie per assaporare i prodotti tipici (buonissimi all’osteria Dozza) per concludere con una visita alla Rocca e una bella degustazione nelle cantine.
Ah… come parcheggio comodissimo è quello lungo Via Calanco, a due passi dall’entrata del borgo e gratuito.
Speriamo che questa gita a Dozza vi sia piaciuta e ci risentiamo al prossimo giro 🙂


