La Grande Traversata Elbana (GTE): tappe e consigli

La Grande Traversata Elbana è uno dei sentieri escursionistici più importanti dell’isola ed è sicuramente uno dei trekking più belli che abbiamo fatto fino ad ora ma è anche decisamente impegnativo.

Se siete allenati ed avete confidenza con la montagna e con i dislivelli questa sarà un’avventura indimenticabile. I colori ed i profumi della macchia mediterranea, il blu del mare e la magia di quest’isola vi rimarranno impressi nella memoria e nel cuore.

Ora vediamo tutto quello da sapere per affrontare questo sentiero.

Grande traversata elbana

Grande Traversata Elbana: difficoltà e dislivelli

Si tratta di un escursione di tipo E/EE, quindi non adatta a tutti, bisogna avere un buon allenamento in ambienti di montagna e saper affrontare dislivelli impegnativi ed anche tante ore di cammino, solo a ripensarci sento la fatica 🙂

Si attraversa tutta l’isola da un capo all’altro, la partenza è da Cavo e si arriva a Pomonte (versante sud) o a Patresi (versante nord) per un totale di circa 50-60 km da affrontare in tre o quattro giorni con un dislivello in salita di oltre 2500 m ed altrettanti in discesa.

I chilometri ed i dislivelli però sono indicativi visto che durante il percorso si possono prendere anche diverse varianti (e vuoi non prendere alcune deviazioni con tutti i sentieri stupendi che ci sono?! E che vi mostreremo più avanti nell’articolo).

In più bisogna tenere conto dei tratti per scendere nei vari paesi per la notte e le salite per tornare sul tracciato. Ad ogni tappa si deve infatti lasciare la GTE perché non è possibile campeggiare liberamente sul sentiero essendo per la maggior parte all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, quindi i chilometri aumentano decisamente.

Grande Traversata Elbana: segnaletica e mappe

Tutto il sentiero è ben segnalato con i classici segnavia bianchi e rossi ed altra cartellonistica ma è sempre consigliato portarsi dietro una cartina dei sentieri dell’isola, noi abbiamo acquistato quella dell’Escursionista Editore, che contiene anche un libretto con le informazioni sulla varie tappe. Inoltre potete trovate anche la mappa gratuita sull’applicazione Avenza Maps (scaricate la mappa dell’Isola d’Elba 4LAND).

Nonostante le nuvole il panorama lascia senza fiato

Grande Traversata Elbana: altri consigli utili

Come per quasi tutti i cammini anche per la Grande Traversata Elbana il periodo migliore per percorrerla è durante le mezze stagioni, in autunno o primavera. In questo caso la regola vale ancora di più in quanto i dislivelli sono importanti e farli con il caldo dell’estate deve essere pesante, mentre in inverno il problema può essere dato dalle condizioni meteo e dalle giornate corte.

Un’altra cosa da segnalare è la mancanza di punti acqua durante il percorso, quindi fate rifornimento ogni volta in paese prima di partire.

Grande Traversata Elbana: come suddividere le tappe

Come dicevamo è possibile dividere il cammino in vari modi a seconda delle proprie preferenze, queste di seguito sono le tappe ufficiali, che però noi abbiamo diviso diversamente e ve le racconteremo nel dettaglio più sotto.

Se si vuole fare in 4 giorni:

  • Tappa 1: Cavo – Porto Azzurro
  • Tappa 2: Porto Azzurro – Procchio (o Marina di Campo)
  • Tappa 3: Procchio – Poggio
  • Tappa 4: Poggio – Pomonte (o Patresi)

Se si vuole fare in 3 giorni da Procchio si arriva direttamente Pomonte, si uniscono le ultime due tappe, facendo:

  • Tappa 1: Cavo – Porto Azzurro
  • Tappa 2: Porto Azzurro – Procchio
  • Tappa 3: Procchio – Pomonte

Una volta arrivati a Cavo con il traghetto vi consigliamo di rimanere una mezza giornata qui perché ci sono un paio di sentieri che meritano assolutamente una visita, come il laghetto rosso delle Conche e le Miniere del Termine. Quest’ultima ci ha particolarmente stupito, sembrava davvero di essere finiti su un altro pianeta. Si trovano entrambi lungo il sentiero CAI 206 a circa 5 km dal molo.

Sarà anche un’ottimo riscaldamento prima di iniziare la grande traversata elbana 😉

Dove alloggiare a Cavo: B&B Capo Pero. Questo posto è stupendo, inoltre per chi affronta il cammino c’è il servizio di pick-up dal porto alla struttura e l’accompagnamento all’inizio del sentiero il giorno successivo, oltre ad uno sconto del 20% sulle tariffe dei traghetti delle compagnie Moby e Toremar. Inoltre essendo soci del CAI potranno darvi tante informazioni sui sentieri della zona, proprio loro ci hanno consigliato di arrivare alle Miniere del Termine.

Tappa 1: da Cavo a Porto Azzurro

Lunghezza: circa 20 km

Dislivello: +940/-940

Tempi di percorrenza: circa 7-8 ore (contando qualche pausa)

Tappa splendida che ci ha regalato tanti panorami da favola. La prima sosta che merita è sicuramente la deviazione per vedere il Mausoleo Tonietti, a circa 2 km dalla partenza. All’interno si trova anche una scala a chiocciola in ghisa ormai in cattive condizioni ma stando attenti si riesce a salire fino al primo piano che porta all’oblò panoramico con vista sull’isola dei Topi.

Poco dopo si arriva allo spettacolare punto panoramico dal Monte Grosso, dove si trova il semaforo, postazione di controllo e di difesa dei soldati durante la Seconda Guerra Mondiale. Prendetevi un po’ di tempo seduti sulla panchina per ammirare la bellezza che vi circonda prima di affrontare la spettacolare discesa. Io mi distraevo veramente ogni 5 secondi davanti a tanta meraviglia.

Passando per Monte Strega incontrerete uno dei panorami più belli della tappa, o almeno così ci avevano detto, noi ci crediamo sulla fiducia perché il tempo non è stato dalla nostra, nebbia fittissima e vento che tirava fortissimo. Ma quando poi si è aperto di nuovo abbiamo potuto ammirare il castello del Volterraio che ci ha accompagnato per buona parte del tragitto.

Si passa poi per Cima del Monte fino ad arrivare al bivio di Monte Castello dove comincerà la nostra discesa per Porto Azzurro: qui potete scegliere tra il sentiero 205 (tratto EE) oppure proseguire ancora per un tratto della GTE per poi prendere più in basso il sentiero 210 fino a Porto Azzurro.

Noi volevamo scegliere il 210 ma non avevamo capito bene dove andare quindi ci siamo infilati nel tratto EE per la mia gioia.

Alloggio a Porto Azzurro: Hotel l’Approdo (carino)

Tappa 2: da Porto Azzurro a Marina di Campo

Lunghezza: circa 20 km

Dislivello: +800/-800

Tempi di percorrenza: circa 6-7 ore

Questa tra le varie tappe della grande traversata elbana è stata quella che ci è piaciuta meno e per rendere la giornata più interessante abbiamo fatto diverse variazioni e deviazioni, anche su consiglio dei locali. La prima breve deviazione è stata per raggiungere Poggio del Molino a Vento, da non perdere se come noi amate i luoghi abbandonati ed i vecchi ruderi, oltre che per la sua bellissima posizione panoramica.

In origine deve essere stata una torre di avvistamento, chiamata Torre di Barbatoia, poi trasformata in mulino a vento e utilizzata come tale fino alla Seconda Guerra Mondiale, per poi cadere pian piano in stato di abbandono.

Dato che non eravamo soddisfatti delle già impegnative salite abbiamo aumentato il dislivello salendo anche sul Monte Barbatoia e San Martino seguendo il sentiero 214.

Qui abbiamo incontrato un signore della zona, gran camminatore, che ci ha consigliato di proseguire lungo il sentiero 248 in direzione Monte Tambone e così abbiamo lasciato nuovamente la GTE, passando per il passo del Monumento, zona dove si possono avvistare varie trincee. Il consiglio è stato molto apprezzato, decisamente la parte più interessante della giornata.

Una volta arrivati verso Monte Tambone (questa volta senza salire in cima) abbiamo cominciato a scendere in direzione Marina di Campo su una strada non segnalata (vi lasciamo qui le coordinate).

Alloggio a Marina di Campo: Hotel Punto Verde (molto carino)

Tappa 3: da Marina di Campo a Marciana Marina

In queste due ultime tappe abbiamo perso il conto di chilometri e dislivello perché abbiamo fatto tante deviazioni.

Da Marina di Campo ci siamo diretti verso il paese di San Piero in Campo, molto carino, perfetto per una sosta caffè e da qui iniziamo il sentiero che più abbiamo amato e che non potete assolutamente perdervi, ovvero il sentiero 107 che fa parte delle antiche Vie dei pastori, incluso anche nelle antiche Vie del Granito.

Circa un’ora e mezza immersi nei colori e nei profumi della macchia mediterranea, con grossi massi granitici a fare da cornice e dove poter ammirare diversi caprili, alcuni molto ben conservati, come quello di Pietra Murata.

Da qui si continua fino a Masso alla Quata (745 m) proseguendo lungo il sentiero 107, si attraversa un piacevole tratto di bosco dove si possono avvistare anche diverse farfalle, fino a ricongiungerci (in realtà in questa giornata ancora non ci avevamo messo piede) nuovamente alla GTE procedendo in direzione Monte Perone, per poi prendere il sentiero 115 che ci avvicina alla destinazione della serata, Marciana Marina.

Ora la domanda sorge spontanea con tutti questi intrecci…ma non era più semplice seguire il tracciato ufficiale della GTE? Forse, ma questa deviazione meritava davvero.

Alloggio a Marciana Marina: Hotel Casa Lupi (molto carino)

Tappa 4: da Marciana Marina a Pomonte

In questa tappa abbiamo dato il meglio di noi, si fa per dire. Non ci siamo fatti mancare nulla e le deviazioni le abbiamo prese davvero tutte! Alla fine siamo riusciti a fare quasi 11 ore di cammino.

Come prima cosa abbiamo raggiunto Marciana e da qui siamo andati a visitare il Santuario della Madonna del Monte, il più famoso ed antico dell’Isola d’Elba, seguendo il sentiero 103 per circa un’ora di cammino.

Nei dintorni del santuario partono poi diversi sentieri che conducono ai Mostri di Pietra, formazioni rocciose naturali, levigate dal tempo e dalle condizioni atmosferiche che ricordano forme di vari animali, come l’aquila, il coccodrillo, il condor e tanti altri. E vuoi non cercarli visto che sei nei paraggi? Alla fine la ricerca non ha dato molti frutti, forse abbiamo avvistato l’aquila, mentre degli altri nessuna traccia, ma eravamo già abbastanza provati e forse non avevamo tutta questa fantasia per vederli.

Vi lasciamo questa pagina per farvi un’idea di come sono questi mostri di pietra.

Decidiamo quindi di rinunciare alla caccia e di proseguire, anche perché ci aspettava un altro tratto di sentiero extra, ovvero raggiungere la cima di Monte Capanne. La GTE non passa di qua ma noi volevamo raggiungere anche questa vetta, forse perché ci eravamo già stati in un viaggio precedente ma prendendo la cabinovia, quindi ci era rimasta la voglia di conquistarla a piedi.

E qui abbiamo fatto il primo errore, che a rifarla adesso eviteremmo molto volentieri, ovvero passare per Monte Giove. Volevamo tagliare per non tornare indietro ma non si è rivelata una grande idea, ci siamo trovati su un tratto esposto dove si cammina su pietraia e con lo zaino pesante e la stanchezza già accumulata è stata una mezz’ora di inferno. Durante quello che per noi è stato un calvario abbiamo incrociato un ragazzo che invece saliva come uno stambecco, ma non aveva nemmeno del peso addosso, che sicuramente influisce.

Tornati finalmente in salvo e sul sentiero principale ci siamo ricollegati alla GTE Nord. Anche qui per arrivare sul Monte Capanne bisogna fare attenzione, ci sono due sentieri che conducono in cima ed è consigliato fare il 101 sia all’andata che al ritorno, anche se è un po’ più lungo, in quanto l’altro sentiero, il 100, presenta un tratto da fare in ferrata, quindi a meno che non siate esperti e dotati di tutta l’attrezzatura per affrontare un sentiero EEA non fatelo.

Arrivati in cima ci godiamo il panorama, facciamo riposare un po’ le gambe e ci prepariamo a scendere e riprendiamo la GTE Sud in direzione Pomonte. Peccato che avevamo fatto male i conti ed il tempo che rimaneva al fine tappa era di gran lunga superiore a quello che avevamo calcolato. Quando abbiamo visto il cartello che indicava ancora 3 ore all’arrivo abbiamo perso altri anni di vita (considerando che erano già le 18). Non abbiamo mai corso così tanto come in questo tratto e per fortuna siamo riusciti a scendere appena prima che facesse buio. Per la prima volta siamo stati davvero felici di mettere piede sull’asfalto!

Nonostante tutte le disavventure dell’ultima tappa è stato un cammino davvero magico.

Alloggio a Pomonte: Hotel Corallo (molto belllo)

Piccola nota personale: a rendere il cammino ancora più speciale è stata la proposta di matrimonio del tutto inaspettata sulla cima del Monte Capanne. Ed ecco spiegato l’ulteriore ritardo ;P Anche se stanchi e sudati Luca non poteva scegliere momento migliore, è stato davvero emozionante. Con la scusa di metter il cavalletto per la classica foto di rito ha immortalato tutta la scena. Per fortuna non c’è l’audio perché sono rimasta decisamente incredula e ci ho messo un po’ a realizzare che non stava scherzando.

L’Isola d’Elba rimarrà sempre la nostra isola del cuore.

Ora vi abbiamo detto praticamente tutto quello da NON fare lungo la Grande Traversata Elbana!

Scherzi a parte questo è un cammino che potete studiarvi come volete, seguendo sempre la traccia ufficiale o prendendo delle variazioni per farsi sorprendere da tutte le meraviglie che cela quest’isola, sempre studiando bene la cartina e a seconda dei vostri ritmi e capacità.

Forse la GTE è un cammino ancora un po’ sottovalutato ma è davvero splendido e vi auguriamo di poterlo scoprire.

Non ci resta che augurarvi buon cammino e ci risentiamo ai prossimi passi 🙂

6 risposte

  1. CIAO RAGAZZI HO APPENA SCOPERTO E LETTO IL VOSTRO BLOG RIGUARDO IL GTE, COMPLIMENTI DETTAGLIATO IN MODO SEMPLICE E PRECISO. VORREI FARE QUESTO TREKKING A MAGGIO IN SOLITARIA. ARRIVO A CAVO IN MATTINATA E OSRTENZA. SONO UN RUNNER VORREI SAPERE SE SECONDO VOI È EVENTUALMENTE POSSIBILE FARLO IN 3 TAPPE. NON HO INTENZIONE DI PRENDERE DEVIAZIONI DAL PERCORSO CLASSICO PERCHÉ HO PAURA DI PERDERMI. VORREI RASSICURAZIONI SULLA SEGNALETICA. ULTIMA COSA UNA VOLTA ARRIVATI ALL’ ARRIVO IN BASE ALLE 2 VARIANTI, C’È LA POSSIBILITÀ DI RAGGIUNGERE PORTOFERRAIO IN PULLMAN PER POI PRENDERE IL TRAGHETTO? VORREI PRENDERE L’ULTIMO UTILE ALLA SERA,PENSO SIA VERSO LE 21. GRAZIE MILLE RAGAZZI.
    P.S. POSSO TRANQUILLAMENTE FARLO IN 4 TAPPE

    1. Ciao! Scusa il ritardo, abbiamo visto ora il messaggio!! Grazie mille 🙂
      Penso sia fattibile anche in 3, noi preferiamo sempre fare un giorno in più per goderci bene le tappe, soprattutto in posti così! Conviene non fare troppe deviazioni, in alcuni punti abbiamo rischiato di perderci, ma seguendo il sentiero la segnaletica è fatta bene.
      Per il ritorno sì, noi siamo arrivati a Pomonte e da lì siamo arrivati a Portoferraio in pullman, anche se le corse non erano tante, quindi da vedere bene gli orari (poi noi l’abbiamo fatta 5 anni fa quindi potrebbe essere anche migliorata).
      Buona GTE, noi l’abbiamo amata, chissà che non la rifaremo un giorno 🙂

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