Un importante cammino storico nel cuore delle Alpi Centrali con più di 2000 anni di storia, infatti per secoli il Passo dello Spluga ha rappresentato il principale collegamento tra la Pianura Padana e l’Europa.
Un sentiero escursionistico ancora poco conosciuto che merita di essere scoperto e che fa parte di una rete di ben 12 sentieri chiamata Le Vie del Viandante, cammini che i viandanti hanno tracciato nel corso dei secoli e che noi oggi possiamo ripercorrere scoprendo paesaggi mozzafiato. Tra questi, oltre la Via Spluga, c’è anche il Sentiero del Viandante, sul Lago di Como, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.
La Via Spluga è lunga circa 70 km e parte da Thusis, in Svizzera, nel Canton Grigioni, per arrivare a Chiavenna, in Lombardia, passando per ponti adrenalinici, gole e cascate. Il tutto accompagnati dallo scampanellio delle mucche e dai fischi delle marmotte.
Pronti per questo viaggio magico?!

Sommario
Come organizzare la Via Spluga
Si può organizzare il cammino in autonomia o affidarsi ai pacchetti offerti dal Consorzio per la promozione turistica della Valchiavenna, che trovate sul sito ufficiale della Via Spluga.
Noi abbiamo optato per il pacchetto “Via Spluga Classica” e ci siamo trovati molto bene. Questi pacchetti includono tutti i pernottamenti, il pranzo al sacco, che vi verrà preparato dai vari hotel, gli ingressi nelle principali attrazioni lungo il percorso, tutto il materiale informativo compreso di cartina, un bellissimo gadget (che non vi spoileriamo) ed il servizio di trasporto bagagli da un albergo all’altro! Per la prima volta abbiamo camminato senza il peso dei nostri zaini e devo dire che non ci è dispiaciuto per niente!
Si può scegliere anche di includere tutte le cene con un costo extra. E parlando di costi essendo per metà percorso in Svizzera i prezzi sono abbastanza elevati, ma è talmente bello questo cammino che non ve ne pentirete.
Come arrivare al punto di partenza e periodo di percorrenza
Il cammino è percorribile da metà giugno a metà ottobre circa.
Per arrivare al punto di partenza vi consigliamo di raggiungere Chiavenna (in treno o con mezzi propri) e da lì prendere l’autobus che vi porterà in Svizzera. I biglietti li potete fare direttamente in stazione a Chiavenna e ne dovrete acquistare ben tre: il primo che copre la tratta italiana fino a Montespluga e gli altri due le tratte svizzere (vi faranno infatti pagare in franchi), cambiando però autobus solo a Splugen (il costo totale si aggira sui 25-26 €, da qui capirete subito che si tratta di Svizzera).
La durata del tragitto è di circa 2 ore e mezza ed avrete un’anteprima dei paesaggi che vi accompagneranno nei giorni a seguire.



Tappa n.1: Thusis-Andeer
Lunghezza: 19 km circa
Dislivello: +1040 m / – 880 m
Tempo di percorrenza: circa 7 ore (noi con pause varie 9 ore)
Finalmente siamo pronti per affrontare la prima tappa e fin da subito dobbiamo fare una scelta: strada più breve e con meno dislivello o strada più lunga? Noi non abbiamo dubbi, scegliete il percorso alternativo seguendo la Via Traversina, più impegnativo ma decisamente più panoramico e con un paio di punti imperdibili.
Per raggiungere il primo dovrete fare una deviazione, ovviamente in salita, per raggiungere quello che è uno dei più antichi insediamenti della Svizzera, Hohen Rätien, in parte restaurato, che comprende una chiesa, una torre difensiva, un´importante torre centrale ed edifici annessi. Il costo d’ingresso è di 5 CHF anche se non c’è nessuno all’ingresso, troverete solo una cassetta dove inserire i soldi, quindi sta tutto nella vostra buona fede.
Non perdetevi la salita nella torre per ammirare ancora meglio il panorama circostante.

Riprendiamo il sentiero per arrivare al secondo punto di interesse di questa deviazione, il Ponticello Traversina, il ponte tibetano più spettacolare del cammino, sì perché ne troverete veramente tanti di ponticelli, quindi se soffrite di vertigini tenete conto di questa cosa.

Dopo questa botta di adrenalina tenetevi pronti per un altro posto davvero impressionante, le Gole della Via Mala. Gli oltre 350 gradini vi condurranno nelle profondità dell’orrido, tra pareti rocciose alte fino a 300 metri e passaggi strettissimi. Ora il sentiero è completamente messo in sicurezza e si può ammirare questo spettacolo della natura in tranquillità, ma in passato incuteva timore nei viandanti, infatti il nome si può tradurre come strada cattiva.


Altro punto di interesse in questa prima tappa è la chiesa di San Martino a Zillis, definita la “Cappella Sistina delle Alpi”, le cui origini risalgono al V secolo. Famosa soprattutto per il suo particolare soffitto in legno, realizzato nel XII secolo, composto da 153 tavole di legno dipinte. Le tavole esterne rappresentano creature fantastiche, mentre quelle interne raffigurano scene della vita di Cristo.
E una volta arrivati ad Andeer ci meritiamo un bel momento di relax all’interno dei bagni termali (tutte queste attrazioni sono comprese nel pacchetto della Via Spluga). Vi consigliamo di alloggiare all’Hotel Fravi, così avrete direttamente le terme al piano inferiore dell’albergo. Un fine tappa così ci vuole proprio!
Dove alloggiare: Hotel Fravi
Tappa n.2: Andeer–Splugen
Lunghezza: 15 km circa
Dislivello: +730 m / -230 m
Tempo di percorrenza: circa 5 ore (noi con pause varie 7 e 30)
Dal bellissimo villaggio di Andeer si riparte e in circa un’ora si raggiunge un’altra gola imperdibile, la Gola della Roffla e la sua cascata, il luogo perfetto per riprendersi dalle fatiche del cammino. Se oggi riusciamo a passare sotto la cascata è grazie al lavoro di Christan Pitschen-Melchior, proprietario di una locanda lungo la principale via di attraversamento delle Alpi, che a fine ‘800 dovette emigrare in America. Qui ebbe modo di visitare la cascate del Niagara e al suo ritorno in patria, nel 1907, iniziò a scavare nella roccia per rendere quel luogo naturale un’attrazione turistica.
Così, con un laborioso lavoro manuale, scolpì e fece esplodere la dura roccia per realizzare la galleria, completata dopo ben sette anni e 8000 esplosioni.
Una cosa che ci è piaciuta davvero tanto è la presenza lungo la strada di qualche frigo dove prendere dei prodotti locali o da bere. Una bella idea per i viandanti.
Dove alloggiare: per la notte ci siamo fermati all’Hotel Bodenhaus.


Tappa n.3: Splugen-Montespluga
Lunghezza: 9 km circa
Dislivello: + 650 m / – 200 m
Tempo di percorrenza: 3 ore
Questa tappa è molto breve, quindi spesso viene allungata fino ad Isola, accorciando così anche di un giorno l’intero cammino, completandolo in quattro.
Oggi si raggiunge il punto più alto della Via Spluga, il Passo dello Spluga a 2115 m, superando così anche il confine. Si rientra in Italia! Fermatevi al valico per saltellare un attimo tra Italia e Svizzera, e poi riprendete il cammino e aguzzate la vista, in questo tratto ci sono tantissime marmotte (anche se noi ne abbiamo vista solo una, erano timide quel giorno).
Questa tappa è davvero stupenda, tanto da averci impiegato il doppio del tempo per percorrere la strada, ci fermavamo ogni due minuti per ammirare il paesaggio.
A Montespluga sosta obbligata all’Albergo della Posta, dove si trova un’enoteca tra le più alte d’Europa, con una cantina fornitissima. Noi abbiamo anche cenato qui (tutto squisito) e ci siamo fermati per la notte.




Tappa n.4: Montespluga-Campodolcino
Lunghezza: 16 km
Dislivello: + 60 / – 850
Tempo di percorrenza: circa 5 ore
Anche oggi la tappa non è da meno, ma onestamente non ce n’è stata nemmeno una che ci ha deluso. Davvero un bellissimo cammino.
Dal villaggio di Montespluga si prosegue sulla destra del bacino artificiale per arrivare a una delle due dighe da cui si ha una vista pazzesca sulla Gola del Cardinello. Ora inizia la discesa nel canyon, un tratto davvero emozionante, con queste alte pareti di roccia da un lato e lo strapiombo dall’altro.

Si continua a scendere fino alle piccole località di Sosta e Mottaletta con le loro caratteristiche baite in legno e cominciamo ad intravedere Isola (un possibile fine tappa se facciamo la via in quattro giorni). Noi proseguiamo fino a Campodolcino dove si trova il MUVIS, il museo dedicato alla Via Spluga, che però non siamo riusciti a vedere perché siamo arrivati tardi ed era già chiuso.


Dove alloggiare: noi abbiamo scelto l’hotel Alps Oriental e ve lo consigliamo assolutamente. Non solo è bellissimo (tra l’altro abbiamo dormito nella stanza della torretta) ma lo staff è davvero premuroso e per capire meglio le esigenze dei camminatori hanno percorso in prima persona la Via Spluga. Non per nulla ci hanno accolto con una bella bevanda rinfrescante e a cena abbiamo mangiato fino a scoppiare 🙂
Considerate solo che non è proprio in centro a Campodolcino, ma dovrete fare altri 3 km (che vi risparmierete comunque il giorno dopo).
Tappa n.5: Campodolcino-Chiavenna
Lunghezza: 16 km circa
Dislivello: + 130 / – 930 m
Tempo di percorrenza: circa 5 ore

Ed eccoci arrivati alla nostra ultima tappa. I giorni sono volati e ci dispiace che anche questa avventura stia per giungere al termine. Oggi si prosegue praticamente tutta in discesa fra muretti e prati ben tenuti, passando per boschi di castagno e luoghi di interesse storico e religioso, come il Santuario di Gallivaggio e il Santuario di San Guglielmo, fino ad arrivare alla bellissima Chiavenna.
L’ultimo regalo che ci ha fatto il cammino è stato l’avvistamento di una volpe, che emozione!


Conclusioni
La Via Spluga ci ha lasciato davvero senza parole, ci è piaciuta tanto e la consigliamo a tutti. Anche se chiaramente trattandosi di montagna ci vuole un minimo di allenamento e di conoscenza di questi sentieri. Impegnativo sì, ma pensavo peggio, sicuramente non aver avuto il peso dello zaino ha aiutato parecchio!
Considerate anche di portarvi abbigliamento adeguato, anche se è estate non dimenticate qualche capo più pesante, soprattutto al Passo dello Spluga tirava un bel vento ed una giacca si può rivelare molto utile.


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Ci risentiamo al prossimo cammino e ai prossimi passi 🙂


